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Autore Topic: Il ministro va giù deciso - Niente case popolari ai rom  (Letto 2054 volte)
Redazione
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« il: 06 Ottobre 2010 - 02:18:46 »

di Rossella Gemma (fonte: L'Opinione)

28 settembre 2010

Non sembrano placarsi le polemiche sui rom. Prima è stata la Francia a far parlare di sé, mentre poi ci si è messa anche l’Italia, in cui a dir la verità, il problema è quanto mai degno di nota visti i numeri delle presenze sul territorio. Infatti, secondo un censimento svolto dall’Opera Nomadi, su scala nazionale risulta che i rom, sinti e camminanti in Italia sono circa 180.000, di cui 70.000 con cittadinanza italiana. E come era facile intuire, a far da padrona sull’argomento è stata la Lega Nord, che in tutte queste settimane ha letteralmente sganciato una serie di “bombe” su come affrontare il problema degli sgomberi. L’ultima dichiarazione degna di nota è stata quella di ieri del ministro dell’Interno Roberto Maroni. “Non ci saranno case popolari per i nomadi sgomberati dal campo milanese di via Triboniano” ha annunciato durante una conferenza stampa in Prefettura a Milano che si è tenuta al termine del vertice con il prefetto Lombardi, commissario straordinario per l’emergenza rom, il sindaco di Milano, Letizia Moratti, il presidente della Provincia Podestà, l’assessore regionale La Russa e il presidente del Consiglio Boni. “Il campo nomadi di via Triboniano verrà chiuso” ha assicurato Maroni che ha spiegato che per le 25 famiglie “si troverà una soluzione diversa” a quella inizialmente ipotizzata che prevedeva di sistemarle in alloggi del patrimonio Aler. Un’ipotesi questa, che aveva suscitato l’immediata reazione della Lega e del Pdl. “Le scelte sono sempre politiche - ha ammesso il ministro - ma sono anche di saggezza, e quando si vogliono risolvere probblemi non se ne creano altri. Ma si cerca una soluzione che metta d’accordo tutte le sensibilita”. Per i rom che lasceranno il campo di Triboniano la soluzione è affidata “al grande cuore di Milano”. “Sarà trovata una soluzione - ha spiegato il ministro - che soddisferà le esigenze di carattere umanitario senza utilizzare il patrimonio immobiliare del Comune”. Su quale sarà la strada, però, non si sbilancia accennando che ci si potrà rivolgere al mondo dell’associazionismo. Noi intanto, restiamo a guardare cosa succederà.

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